il mondo visto dalla mia bolla di sapone.

mercoledì, febbraio 11, 2009

Mi chiedi: Chissà dove sei...


Scrivo quì perchè ho imparato che se hai una domanda, la risposta devi andarla a cercare.

Mi saluti dicendo: Chissà dove sei...
Sono affacciato alla porta del balcone, dietro ad un vetro umido del mio respiro. Avvolto dai pensieri di prima e di dopo. In comagnia di tutti i miei demoni. In compagnia di tutte le emozioni che si posso provare contemporaneamente. Gonfio di lacrime che non verso più da quasi dieci anni.
Lacrime che tengo strette a me perchè mi appartengono e non voglio versare per il mondo. Non mi va di pensare che le mie lacrime possano finire avvolte da un tovagliolo in un qualsiasi bidone dell'immondizia.
Respiro e il vetro si appanna. E dall'altro lato vedo sfocato sempre di più. Più mi affanno a cercare di capire cosa c'è dall'altra parte del vetro e più questi si appanna. E più vedo sfocato.
E' un poco come quando si invecchia. Non vedi più la vita che ti si para davanti ma cominci a guardare indietro a quello che è stato. E capisci tutto quello che non avevi capito fino ad ora. Tutto comincia a farsi chiaro. E il vetro davanti perde di interesse.

Sono dietro la porta della camera di mia sorella. Aspetto che esca fuori e mi abbracci. Aspetto che risalga su dal baratro nel quale è finita. Vedo le sue mani e non ho forza per aiutarla a risalire. Leggera e lenta, scivola nel buio della sua prima crisi schizofrenica. Lontana anni luce da quello che era prima. Chiusa in un ospedale per un mese in attesa delle ore quindici.
"E' ora di visite!!"
Scendo lentamente con lei nel profondo di quel buco chiamato Malattia mentale. E che si è portato nel suo profondo in resto di tutta la nostra vita.
Ha ceduto alla rassegnazione mio padre. E forse l'ho aiutato.
Poi è toccato a mio fratello. E forse l'ho aiutato.
Mia mamma lotta con me. Ma adesso è a caccia di streghe. Vuole, DEVE, trovare il colpevole di tutto questo.
E io non ci riesco, non trovo la forza per regalarle tutte le parole che mai ho detto. Tutta mia! E' colpa mia.

Sentirsi soli proprio quando la solitudine è l'ultima cosa di cui avresti bisogno.
Vedere quei pochi amici scappare perchè vicino ad una famiglia disperata nessuno ci vuole stare.
Rivaluti tutto in una situazione del genere. Ridai peso alle parole scambiate con gli altri. Provi a collocarle in questo contesto e nessuna di quelle parole si incastra. Tutto il detto e il fatto perdono valore quando hai bisogno di parlare con qualcuno. Dove siete finiti tutti?

Perchè una ragazza di ventisei anni d'un tratto impazzisce?
Perchè?
Chi è il colpevole?
E quanta speranza ci rimane?

E la vita si svuota in un attimo. Tutto perde peso, consistenza. Tutto finisce col non avere più importanza. E la paura di fare le scelte sbagliate mi accompagna ogni giorno.
Lascerò il lavoro per stare vicino a mia sorella. Vicino ai miei. Come non lo sono stato mai.
E' colpa mia. Se solo avessi visto più in là del mio naso.

Mi chiedi dove sono.

Seduto, al buio, a pensare. Sai com'è... la solita vita....

domenica, settembre 28, 2008

Mega up di disegni bozzetti e merde varie





















quest'ultimo è un lavoretto preparatorio su una storiella di pirati che vorrei disegnare, ma poi, onestamente mi dico che non sarei mai capace di farli muovere e quindi probabilmente finirà abbandonato come tanti altri lavori.





ripropongo questo disegno (che potete confrontare con il precedente) perchè ho trovato il nome del Quartier Mastro, e ho (forse trovato) il volto del capitano, in alto a destra. Per ora c'è solo il soprannome "El Popo". Ho realizzato tutta una storia alle spalle del capitano. Appena la smetto di disegnare cazzate ve la propongo. Vi anticipo che le sue origini sono messicane e ha (come da migliori tradizioni) origini nobili....
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Rispondendo ad un amico in un altro forum ho buttato giù qualche dettaglio sui pirati.

io adoro i pirati dei caraibi (ma di più mi è piaciuto "Pitari di Polansky"). però la storia che avevo in mente era un pochetto diversa dalla concezione classica dei pirati. Ovviamente (questo tutto in teoria), nella storia ci sono tesori, combattimenti a bordo di agili golette, brigantini all'arrembaggio ecc. In realtà avevo intenzione di mischiare realtà e finzione. Il nome del capitano "El Popo" nasce come diminutivo del "Popocatepl", il vulcano attivo più alto del Messico. E proprio di origini messicane è El Popo, al quale dovrei collegare la paternità con Sir James Edward (architetto eccentrico) conosciuto per le sue opere surrealiste realizzate a Xilitla (che dovrebbe essere il covo dei pirati in questione).
Vorrei proiettare le eccentricità architettoniche di Sir Edward James con delle incisioni (o qualcosa del genere) sulla nave dei pirati.

La location da quanto hai potuto intuire è situata nel Golfo del Messico( oltre il mare dei Caraibi) e per raggiungere Xilitla, i pirati, dopo una piccola sosta sulla piccola Isla de Lobos, a nord di Tuxpan, risalgono verso nord e utilizzano la foce del fiume Panuco come ingresso nell'entro terra. Risalendo fino a raggiungere a vicina isoletta che per un breve tratto separa il fiume in due parti all'altezza di El Hulero, piccolo villaggio di campagna molto isolato che fa parte del complesso di San Luis Potosì. Una volta ormeggiata e camuffata la nave, i pirati proseguiranno a piedi per circa diciotto chilometri fino a raggiungere Xilitla.

Puoi ritrovare tutte le località esistenti con GoogleEarth.

Ripeto, ovviamente tutto in teoria, anche perchè, a scrivere così la storia sembra facile... ma a disegnarla è tutta un'altra cosa. Ho in mente solo la prima scena, quella di apertura, ma l'anatomia mi frega, perchè vorrei che fosse un'immagine molto dinamica, ma non riesco a disegnare le pose che ho in mente.....






qualcuno saggiamente mi ha consigliato di ricopiare i modelli delle riviste per imparare un poco di anatomia e di pose e questi sono i primi risultati.
Così, con la modica spesa di un misero euro e cinquanta ho tutti i modelli che mi occorrono a mia disposizione. Lo consiglio a tutti perchè è molto pratico.




3D

qua invece è dove spesso vado a disegnare, seduto in auto, sulle pendici del Vesuvio (che nella foto risulta alle mie spalle)



Copiando Claudio Stassi








martedì, agosto 26, 2008

La terza su Mario

Non ricordo se ho mostrato anche le altre due...Per ora vi mostro questa.
Spero che a qualcuno piaccia.


giovedì, agosto 14, 2008

Specchio riflesso


"Anche io ho passato una adoloscenza infernale fatta di vessazioni e prese in giro, anche io non ho realizzato nulla di ciò che avrei voluto, anche io sono solo...niente amici, nessuna ragazza (mai avto una storia seria io), nessuno su cui contare se non i miei familiari...che ovviamente non ci saranno per sempre. Come scrivevi in un tuo vecchio messaggio anche io mi annoio il sabato sera, anche io non credo più nell'amicizia o nell'amore e anche io ho costruito un muro fra me e gli altri per non essere più ferito...un muro del pianto direi.

Una volta credevo di essere speciale, di essere destinato a qualcosa di meglio...credevo che gli altri mi evitassero o deridessero perchè non mi capivano...poi mi sono reso conto di non essere niente di speciale, una persona mediocre, come tante altre, ma incapace di costruire rapporti umani. Probabilmente non riesco a lasciare un segno indelebile in nessuno che incontro...tutta le gente che ho conosciuto, che credevo mi fosse amica, le ragazze di cui mi sono innamorato (senza mai dichiararmi una volta...perchè sono un codardo), tutti sono scomparsi piano piano dalla mia vita lasciandomi solo ricordi e rimpianti.

Un po' mi vergogno a dirlo ma sogno ancora di essere baciato da molte delle ragazze per cui avevo una cotta al liceo...poi mi sveglio al mattino e mi sento ancora peggio e mi chiedo "se glielo avessi detto magari sarei piaciuto anche a lei, magari staremmo insieme ora"...invece non ho mai avuto il coraggio (anche se non mi illudo...non credo che anche se mi fossi dichiarato qualcuna di loro mi avrebbe accettato o addirittura amato).

E così io non avrò mai un amore adolescenziale (ammesso che avrò mai un amore), niente baci alla fine delle ore di lezione, niente regalini e bigliettini coi cuoricini ai compleanni...niente di niente.

Il peggio è che non so come uscire da una situazione del genere...non sono il tipo che così come nulla fosse esce per conoscere gente...e come se non bastasse non solo sono un insicuro cronico ma sono anche un gran criticone e la gente che mi piace è poca.
Attorno a me vedo solo una massa di superficiali per cui la vita si risolve nell'apertivo al bar, nella serata in discoteca...a volte li invidio perch la loro superficialità gli permette di vivere più serenamente di me...ma io non sono adatto ad una vita così.

Forse dovrei semplicemente raccogliere le mie cose e andare via magari cambiare città...ma non ho il coraggio neanche per questo.
Non lo so...magari gente come te e me e destinata alla tristezza...eppure la solitudine con cui convivo da anni ormai e anche la cosa che mi fa più paura e dentro di me so che morirò solo...senza nessuno a cui importi.

Scusami tanto per lo sfogo ma credo che tu possa capirmi almeno un po'...e spero anche che un commento ti faccia piacere..anche se triste come il mio.
Scusa anche l'anonimato..non sono iscritto a blogger e non ho intenzione di iscrivermi.

In bocca al lupo per tutto, spero che prima o poi tu possa essere felice te lo dico sinceramente...anche perchè è quello che spero per me.

Continuiamo a tener duro e ad andare avanti.

Ciao"

Ad un perfetto Conosciuto. Grazie.

lunedì, agosto 11, 2008

Se dovevo diventare qualcosa...


...avrei già dovuto diventarlo.

Fra qualche giorno 29 e non...

Buon non compleanno a me.

Disegni, sketch e perdite di tempo...












venerdì, aprile 25, 2008

Eduardo la sapeva lunga sul caffè.



e questo è quanto.

giovedì, aprile 03, 2008

Giorni in trincea

Capita un giorno che ti fermi.
Guardi un poco cosa c'è in giro, intorno a te. Tutto quello che ti circonda e che ti appartiene.
Oggi ho spostato il tavolo in cucina. Ho aperto tutte la finestra e la porta che dà sul terrazzo. Ho preso una sedia e ci sono salito sopra.

Ho immaginato di poter guardare da sopra il muro che mi sono costruito con anni di lavoro e che mi tiene a debita distanza da tutto il resto.
E allora ho capito un'altra piccola cosa. Nel viaggio che sto facendo dentro di me, ho mosso un altro piccolo passo. E non mi è servito andare lontano. Ho solamente spostato gli occhi, non oltre il muro, ma li ho rivolti al muro stesso. E mi sono domandato: ma che cazzo ci fa questo muro così alto quì?

Allora sono sceso dalla sedia e mi sono seduto su di essa rivolto con la faccia verso di esso.
A guardarlo bene non era mica un muro. Sembrava così, a causa del mio cervello smorto e della mia fantasia arida. E’ composto da tanti strati, tanti filtri, disposti uno davanti all'altro. Avete presente la rete che setaccia la farina? Ecco, proprio come quella. Solamente che questi filtri hanno le maglie più strette. Fanno sì che quasi nulla possa attraversarlo.

E ne ho aggiunto uno strato nuovo ogni volta che, nel corso della mia vita, mi è accaduto qualcosa che mi "feriva".
Quando da ragazzino mi deridevano perchè ero un ciccione, ho aggiunto uno strato.
Quando ho scoperto che l'unica persona che ho amato non mi ha mai amato, ho aggiunto uno strato.
Quando mi sono ritrovato da solo, ho aggiunto uno strato.
Quando mangiavo e vomitavo, ho aggiunto uno strato.
Quando mi tagliavo le mani con la lametta, ho aggiunto uno strato.
Quando ho scoperto di essere vigliacco, ho aggiunto uno strato.
Quando ho cominciato ad essere onesto con me stesso, ho aggiunto uno strato.

E così, strato dopo strato, cominciavo a vedere il mondo che c'era dall'altra parte sempre più sfocato. fino a che ci ho rinunciato del tutto.
E così mi sono ritrovato a non aver più niente di interessante da fare. Il pregio di questo muro è che mi aiuta a non soffrire più. Mi tiene lontano da tutto e da tutti.

Eppure, a volte non basta la sua forza. Arriva qualcosa, dall'altro lato che lo butta giù, ed io sono così costretto a rimettere insieme tutti gli strati, più uno nuovo. Ho imparato l'unico modo per tenermi al riparo anche quando il muro crolla. Da anni scavo dietro al muro, una profonda trincea. E ogni volta che posso, giorno dopo giorno, aggiungo un sacchetto di sabbia, così da rinforzarla. In modo tale che, anche se il muro crolla, la mia trincea mi tiene al coperto e mi resta solamente il fastidio di un piccolo strato di polvere che mi si adagia sulle spalle e sul capo.

Ogni sacchetto che aggiungo è importante come quello precedente, anzi forse di più.
Una volta, guardavo un cartone animato. Il protagonista, rivolto alla moglie diceva: "Ti prego, dimmi che tutti si sbagliano tranne me..."
Bhè, dietro al muro posso permettermi anche questo lusso.
TUTTI SBAGLIANO TRANNE ME
TUTTI SBAGLIANO TRANNE ME

Il muro adesso è cresciuto così tanto e la trincea è diventata così profonda, che non basta più salire su di una sedia per poter osservare tutto quello che c'è dall'altra parte. E a dirla tutta, non c'è rimasto gran che di quella voglia di vedere cosa succede, dall'altro lato.
So solamente che da questa parte del muro c'è un sottile strato appiccicoso che lo rende viscido e disgustoso da guardare. Ogni filtro lascia passare solamente quello che non riesce a trattenere. Ma subito dopo c'è n'è un altro che lascia passare solamente quello che non riesce a trattenere da tutto quello che il primo filtro ha lasciato trapelare. E via così fino ad arrivare da questa parte. Dove ci sono solamente io. Dove, finalmente sono io a contare qualcosa.
E così mi metto a canticchiare

TUTTI SBAGLIANO TRANNE ME
TUTTI SBAGLIANO TRANNE ME
TUTTI SBAGLIANO TRANNE ME

Ho cambiato città da più di sei mesi. E oggi pensavo a questa cosa: se sono in una città nuova da più di sei mesi, e non ho nessun amico, non ho conosciuto nessuna ragazza, nessuno è entrato in casa tranne il proprietario per prendersi l’affitto, se il cellulare suona solo quando mi chiamano i miei per accertarsi che sono ancora vivo… allora un problema deve pur esserci!
E intanto mi canticchio nella testa la mia canzoncina

TUTTI SBAGLIANO TRANNE ME
TUTTI SBAGLIANO TRANNE ME
TUTTI SBAGLIANO TRANNE ME

Volevo preparare un disegno per questo post, ma se avete letto il post precedente... bhè ci siamo capiti.

P.s. Vi avevo promesso una sorpresa speciale... arriva frà qualche giorno. E finalmente capirete perchè chi scrive le cazzate, che qualche sporadico conoscente viene a leggere di tanto in tanto, sono sempre, immancabilmente coperte da quel leggero velo di pateticità che delinea anche colui che queste cazzate le scrive.